Descrizione

Esercizi spirituali 2016
Gianantonio Borgonovo

La gioia a caro prezzo
Meditazioni sul libro del Qohelet

Il rotolo di Qohelet è uno dei capolavori letterari e spirituali della Bibbia Ebraica. È sempre rimasto nel canone
biblico, vincendo alcune discussioni sorte al momento della chiusura definitiva del Corpus degli «Scritti» (Ketuvìm)
alla fine del I secolo, dopo la distruzione del Tempio e
della Città Santa nel 70 d.C. In effetti, non si può negare
che vi siano difficoltà interpretative nella lettura di Qohelet, soprattutto nel saper sempre distinguere la citazione di
aforismi popolari, quelli condivisi superficialmente “dalla
gente”, dagli approfondimenti personali e critici di questo
“filosofo” singolarissimo, vissuto a Gerusalemme nel III
secolo a.C. Alcuni pensano che le citazioni siano utilizzate in modo variegato: approvazione (cf 7,5- 6 o 10,2.
12), oppure nuova interpretazione, oppure parziale verità
contraddetta dalla vita quotidiana o volutamente posta in
dialettica con posizioni opposte.
Prendendo spunto da alcune opere più vicine a noi, direi che Qohelet può essere avvicinato a quegli analisti,
critici feroci di atteggiamenti, di progetti sociali e di stili
di vita “malati”. Vi sarà forse capitato di leggere l’opera
del filosofo rumeno Constantin Noica, Sei malattie dello
spirito contemporaneo (Il Mulino, Bologna 1993) oppure di Konrad Lorenz, zoologo austriaco, Premio Nobel
per la medicina e la fisiologia nel 1973, l’arguta analisi
etologica tracciata ne Gli otto peccati capitali della nostra civiltà (Adelphi, Milano 1974, 302010). Quest’ultimo
analizza otto fenomeni sociali che chiama “processi di
disumanizzazione” e interpreta come segni di un conflitto tra la natura biologica dell’uomo e le pratiche sociali
imposte dal modello “pseudo-democratico” vigente negli
ultimi due secoli: la sovrappopolazione della Terra, la devastazione dell’habitat umano, l’accelerazione di tutte le
dinamiche sociali a causa della competizione umana, il
bisogno di soddisfazione immediata di tutte le esigenze,
primarie o secondarie che siano, il deterioramento genetico causato dalla scomparsa della selezione naturale, la
graduale scomparsa delle antiche tradizioni culturali, l’indottrinamento favorito dal perfezionamento dei mezzi di
comunicazione e, infine, la corsa agli armamenti nucleari.
A riguardo di tali studi critici, mi ritorna alla mente un afo-
risma di Franz Kafka: «Se il libro che stiamo leggendo non
ci sveglia come un pugno che ci martelli sul cranio, perché dunque lo leggiamo? Perché ci renda felici […]? Buon
Dio, saremmo felici anche se non avessimo dei libri e quei
libri che ci rendono felici potremmo, a rigore, scriverli da
noi. Ma ciò di cui abbiamo bisogno sono quei libri che ci
piombano addosso come la sfortuna, che ci perturbano
profondamente come la morte di qualcuno che amiamo più di
noi stessi, come un suicidio. Un libro dev’essere una piccozza per
rompere il mare di ghiaccio che è dentro di noi».
L’analisi di Qohelet, tuttavia, è ancora più radicale, mirando a
distruggere l’idolatria e tutte le false immagini di Dio, che sono prodotte da un animo religioso per giustificare se stesso e i propri limiti.
«Solo Dios basta!» (S. Teresa d’Avila). Il “Maestro della comunità”
– preferisco tradurre così la funzione che Martin Lutero ha reso con
der Prediger “il Predicatore” – passa in rassegna critica un “settenario” di capitoli in cui si insinuano perniciose devianze spirituali:
la parola, l’agire, la crisi dell’intelligenza, lo spazio e il tempo, la
società umana, la vita e la morte, il discorso su Dio. L’incontro con
le riflessioni di Qohelet sarà per tutti un’esperienza spirituale forte,
paragonabile alla lotta di Giacobbe presso lo Iabbok (Genesi
32,23-32). Giacobbe uscì da quel confronto sciancato, ma con un
nome nuovo. Sono certo che ciascuno troverà il suo nome nuovo
che sappia illuminare il suo cammino nella fede di Gesù.

Contenuto:

1. Presentazione

2-10. Meditazioni