Descrizione

Triduo pasquale 2018
Monaci di Camaldoli

Rinati con Cristo

Se Dio non fosse umile, il suo perdono ci sarebbe sospetto, e saremmo in diritto di chiederci se non vi sia per noi maggior grandezza nel rifiutarlo che non nell’accoglierlo. Il sospetto non può pesare sulla concessione del perdono senza pesare anche sulla sua
accettazione. In un caso come nell’altro, l’umiltà è, a rigore, condizione di autenticità. Dubitare che Dio sia umile nel far grazia porta a dubitare che noi lo siamo nel render grazie. Perché la gratitudine non ha valore se non in quanto omaggio alla gratuità del dono.
Altrimenti ogni relazione di verità tra l’uomo e Dio è impossibile. E parimenti tra gli uomini, perché se la loro comune filiazione è ferita, lo è anche la loro fraternità, radicalmente: gli uomini non possono vivere insieme se non si perdonano gli uni agli altri di non essere che quel che sono.
Occorre più potenza a Dio per perdonare che non per creare. Più esattamente, il suo potere di perdonare è al cuore della sua potenza di creare, come una sovra-potenza di ricreazione. Creando delle libertà Dio si impegna, in un raddoppiamento di amore – l’eccesso è il suo essere stesso -, a restituire loro, se esse pervengono a lasciarlo deperire, il potere conferito loro di creare
se stesse. Questo impegno è inscritto nel “sacrificio” trinitario: fin dall’inizio del mondo l’Agnello è immolato, il Verbo è eternamente impresso in forma di croce nella creazione. Il per-dono è in atto in Dio come perfezione del dono. (da F. Varillon, L’umiltà di Dio)

Contenuto:

1. Giovedì santo (Lorenzo Squitieri)

2. Venerdì santo (Roberto Fornaciari)

3. Sabato santo (Matteo Ferrari)